Due vite in una, O forse.. molte di più.
Il mio percorso nasce da un sogno vissuto fino in fondo, attraversato da risultati, pressioni, cadute e ripartenze.
Per molti anni sono stato riconosciuto attraverso un ruolo: quello del calciatore. Oggi quella storia non rappresenta soltanto ciò che ho fatto, ma il punto di partenza del lavoro che svolgo con le persone.

Dalla Serie A alla scoperta della persona
Ho esordito in Serie A a 18 anni e indossato la maglia delle Nazionali giovanili italiane fino all’Under 21.
Ho vissuto per oltre quindici anni nel calcio professionistico, attraversando categorie, squadre e ambienti molto diversi. Ho conosciuto la soddisfazione dei risultati, ma anche gli infortuni, le aspettative, il giudizio, l’incertezza e la necessità di ricominciare.
Lo sport mi ha insegnato la disciplina, la responsabilità e il valore del gruppo. Ma mi ha anche mostrato quanto sia facile identificarsi completamente con ciò che si fa, fino a perdere il contatto con ciò che si è.
Quando il ruolo non basta più
Durante la mia carriera ho iniziato a comprendere che la performance non dipende soltanto dall’allenamento fisico, dalla tecnica o dalla volontà.
Dietro ogni risultato esiste una persona, con la propria storia, le proprie emozioni, i propri bisogni e il proprio modo di affrontare la pressione.
Questa consapevolezza mi ha spinto a studiare, interrogarmi e cercare strumenti che potessero aiutarmi a comprendere meglio me stesso e gli altri.
Il passaggio dal campo a una nuova fase della mia vita non è stato soltanto un cambiamento professionale. È stato un percorso di ridefinizione dell’identità, nel quale ho dovuto imparare a riconoscermi anche senza la maglia, il risultato e il ruolo che mi avevano accompagnato per tanti anni.

Dall'esperienza alla formazione
Alla mia esperienza sportiva ho affiancato una laurea in Scienze della Comunicazione, Media e Pubblicità, un Master in Sport Management e una formazione specialistica in Coaching Umanistico, conseguendo il diploma di Professional Coach.
Sono inoltre allenatore con licenza UEFA B e ho collaborato con progetti e academy sportive anche negli Stati Uniti, confrontandomi con culture e approcci differenti alla formazione e allo sviluppo degli atleti.
Questi percorsi mi hanno permesso di unire esperienza vissuta, comunicazione, conoscenza dello sport e centralità della persona.

Il mio modo di lavorare
Non credo nelle formule valide per tutti e non considero il coaching uno strumento per dire alle persone cosa devono fare.
Il mio lavoro consiste nel creare uno spazio nel quale la persona possa conoscersi meglio, riconoscere le proprie risorse, comprendere ciò che la ostacola e costruire una direzione coerente con i propri valori.
Lavoro sulla consapevolezza, sull’autoefficacia, sulla gestione della pressione, sull’identità e sulla capacità di trasformare intenzioni e potenzialità in azioni concrete.
L’esperienza è il mio punto di partenza. La persona rimane sempre il centro.
Oggi
Oggi lavoro con atleti, adolescenti, genitori, allenatori, leader e professionisti che affrontano obiettivi importanti, momenti di pressione o fasi di cambiamento.
Realizzo percorsi individuali, programmi dedicati alla transizione, attività formative, workshop e speech per società sportive, scuole, aziende e organizzazioni.
Attraverso il libro “Fuori dal Podio, Dentro la Vita” e il mio lavoro di divulgazione porto avanti lo stesso messaggio: il valore di una persona non può dipendere esclusivamente dal ruolo che ricopre o dal risultato che raggiunge.
Perché ciò che facciamo può cambiare molte volte nel corso della vita. La sfida più importante è continuare a riconoscere chi siamo e chi scegliamo di diventare.
“La mia missione non è indicarti una strada già tracciata, ma aiutarti a riconoscere quella che può appartenerti davvero.”
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